Comunicazioni

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CIRCOLARE 12/2020

A) Divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo B) Anticipazione della Legge di Bilancio 2021

 

A) I commi da 9 a 12 del Decreto Ristori (D.L. 137/2020) prorogano al prossimo 31 gennaio il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Nel disegno della legge di Bilancio 2021, presentato in questi giorni dal Governo al Parlamento, è prevista un’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021.

In particolare, il comma 10 ribadisce che i datori di lavoro, a prescindere dal limite dimensionale, non possono procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo; cioè non è possibile licenziare per ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro ed al regolare funzionamento di essa. Pertanto tali tipologie di licenziamento, anche se comunicate, sono nulle, indipendentemente dal numero dei lavoratori in forza. Restano esclusi dal campo di applicazione della norma i datori di lavoro domestici, visto il rapporto fiduciario tipico di tali prestazioni.

A fronte di un licenziamento, sia pure nullo, le Parti possono, però, raggiungere un accordo, da sottoscrivere in sede protetta, finalizzato all’accettazione del provvedimento di licenziamento. La fattispecie è prevista anche dall’art. 6 del D. Lgs. n. 23/2015, con la corresponsione di un’offerta conciliativa esente da IRPEF e contributi da formulare al lavoratore entro 60 giorni dalla notifica del licenziamento.

Le deroghe previste al divieto di licenziamento per G.M.O. sono:

- cessazione definitiva dell’attività per messa in liquidazione della società;

- licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio;

- accordi collettivi aziendali, sottoscritti con i sindacati più rappresentativi sul piano nazionale.

Il lavoratore licenziato per G.M.O. ha diritto alla NASPI, come confermato dal messaggio INPS n. 2261 del 1 giugno 2020; la NASPI spetta anche al lavoratore che sottoscrive una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con riferimento ad accordi collettivi aziendali sottoscritti dai maggiori sindacati nazionali. Quindi, se sulla base di un accordo aziendale, il Datore di lavoro offre un importo al dipendente che vuole lasciare il posto di lavoro, ed il dipendente accetta l’offerta economica e la risoluzione consensuale del rapporto, allora in questo caso al lavoratore spetta comunque la NASPI.

B) Non è abitudine dello Studio anticipare notizie che non trovano fondamento in testi di legge. Troppe volte anticipazioni di stampa non hanno poi trovato conferma nei testi approvati dal Parlamento. Sono, però, certamente comprensibili le numerose richieste dei Clienti, che, con l’approssimarsi della fine dell’anno, desiderano avere certezze sulle coperture almeno dei primi mesi del 2021. Pertanto la Legge di Bilancio dovrebbe prevedere:

- proroga del blocco dei licenziamenti per G.M.O. fino al 31 marzo 2021;

- per i Datori di lavoro che hanno diritto alla Cassa Integrazione Ordinaria ulteriori 12 settimane per coprire il periodo dal 1 gennaio al 31 marzo 2021;

- per i Datori di lavoro che hanno diritto all’Assegno Ordinario o alla Cassa integrazione in deroga ulteriori 12 settimane a copertura del periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2021;

- 90 giornate di Cassa integrazione (CISOA) da fruire nel periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2021 per gli operai agricoli.

I periodi di integrazione salariale precedentemente richiesti ai sensi del Decreto Ristori (cioè 6 settimane da usufruire tra il 16 novembre ed il 31 gennaio 2021) se collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1 gennaio 2021, saranno imputati, ove autorizzati, alle nuove 12 settimane perviste dalla legge di Bilancio.

I collaboratori dello Studio sono a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

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