CIRCOLARE 02/2020
MARZO 2020
Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in Gazzetta Ufficiale del 8 marzo 2020, ha fissato una serie di regole e disposizioni di carattere sanitario, al fine di fronteggiare l’emergenza c.d. "coronavirus".
Per la parte relativa ai rapporti di lavoro dipendente (articolo 1, lettera e)), "si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera r)".
Il citato articolo 2, comma 1, lettera r), parla del lavoro agile e degli adempimenti amministrativi previsti dalla legge 81 del 2017. Riteniamo che, vista la gravità della situazione, la necessità di dare continuità all’attività aziendale, la possibilità di lavorare da remoto che molte imprese hanno già da tempo messo in atto, parlare di adempimenti amministrativi sia fuori luogo. Il consiglio dello Studio è di comunicare ai lavoratori la possibilità di lavorare da casa, con le modalità ed i tempi che le parti vorranno stabilire tra loro, rimandando ad un secondo momento la eventuale stesura di un regolamento aziendale in materia.
Nella comunicazione riguardante il lavoro da casa, si consiglia di inserire delle indicazioni circa gli orari di collegamento, il dovere del lavoratore di collegarsi con uno strumento sicuro (antivirus), il dovere del lavoratore di custodire il pc aziendale con attenzione e sicurezza.
Circa la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali per le ore di lavoro non prestato, si è in attesa di provvedimenti che permettano un facile accesso sia alla Cassa in deroga (finanziata dalla Regione Lombardia per le imprese con meno di cinque dipendenti), sia al FIS (Fondo integrazione salariale) finanziata dalle imprese e pagata dall’INPS. Quello che associazioni imprenditoriali e Ordini professionali hanno chiesto è che le domande possano essere presentate e vengano accettate, almeno per questo periodo, senza l’obbligo dell’accordo sindacale. Pensare che ogni impresa con sede in Lombardia debba sottoscrivere un accordo sindacale per aver diritto ad un ammortizzatore sociale è, in questa situazione di emergenza, tecnicamente impossibile.
Si ricorda che, già con i primi provvedimenti del Governo, sono stati sospesi e/o rinviati alcuni adempimenti. In particolare, le certificazioni uniche sono spostate al 31 marzo 2020, la dichiarazione 730 è stata spostata al 30 settembre.
Per quanto riguarda l’attività dello Studio, informiamo i Clienti che lo Studio rimarrà chiuso nelle giornate di giovedì 12 marzo, venerdì 13 marzo e venerdì 20 marzo. Eventuali ulteriori chiusure o riduzione parziale dell’attività verrà tempestivamente comunicata.
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